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		<title>A Silent Christmas</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 22:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[A silent Christmas è il titolo della minitournée di Mario Mariani che toccherà teatri e spazi dedicati all'arte nelle città di Pesaro, Urbino, Fano, Cagli, Ancona e Senigallia.
Girate tra il 1909 e il 1925, le pellicole sono per la maggior parte ancora sconosciute in Italia. 

A trap for Santa (USA 1909, 16’) di D.W.Griffith
Santa Claus (USA 1925, 29’) di F.E. Kleinschmidt
A Christmas carol (USA 1910, 10’) Edison Film Corp.
A winter straw ride (USA 1906, 7’) Edison Film Corp.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/silent-christmas-locandina-low2.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/silent-christmas-locandina-low2.jpg" alt="" title="silent-christmas-locandina-low2" class="alignleft size-full wp-image-205" /></a></p>
<p>A silent Christmas è il titolo della minitournée di Mario Mariani che toccherà teatri e spazi dedicati all&#8217;arte nelle città di Pesaro, Urbino, Fano, Cagli, Ancona e Senigallia.<br />
Girate tra il 1909 e il 1925, le pellicole sono per la maggior parte ancora sconosciute in Italia. </p>
<p>A trap for Santa (USA 1909, 16’) di D.W.Griffith<br />
Santa Claus (USA 1925, 29’) di F.E. Kleinschmidt<br />
A Christmas carol (USA 1910, 10’) Edison Film Corp.<br />
A winter straw ride (USA 1906, 7’) Edison Film Corp.</p>
<p>L’evento è in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fano, Senigallia, Cagli, il cineclub Shining e patrocinato dall’Assessorato alle politiche culturali della Provincia di Pesaro Urbino.</p>
<p>19 Dicembre ore 21 Teatro della Fortuna Sala Verdi – FANO (PU)<br />
20 Dicembre ore 21,30 Palazzo Comunale Pzza  Giardino d’Infanzia – CAMERANO (AN)<br />
21 Dicembre ore 21 Sala del Ridotto del Teatro Comunale di Cagli – CAGLI (PU)<br />
22 Dicembre ore 21 108 Love,music &#038; food &#8211; PESARO<br />
27 Dicembre ore 21 Auditorium San Rocco – SENIGALLIA (AN)<br />
28 Dicembre ore 21 Cappella Musicale SS.Sacramento – URBINO (PU)</p>
<p>Ingresso libero<br />
Per informazioni: 328 3292515 </p>
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		<title>Intemporanea (2011)</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 15:22:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Per un compositore coraggioso, ovvero per l’artista che sfida il vuoto assoluto di Referenza che oggi s’accampa come un’arida e sventrata terra di nessuno, tra stilemi ripetitivi e narcisismi autoreferenziali, non rimane che lanciarsi oltre l’ostacolo affidandosi ad una scansione che intemporaneamente sostenga con archetipi evocativi ed avvolgimenti sinusoidi le entrate ed uscite dal mondo della storia del ritmo e della tradizione musicale colta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/intemporanea-290x300.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/intemporanea-290x300.jpg" alt="" title="intemporanea" width="290" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-93" /></a>Per un compositore coraggioso, ovvero per l’artista che sfida il vuoto assoluto di Referenza che oggi s’accampa come un’arida e sventrata terra di nessuno, tra stilemi ripetitivi e narcisismi autoreferenziali, non rimane che lanciarsi oltre l’ostacolo affidandosi ad una scansione che intemporaneamente sostenga con archetipi evocativi ed avvolgimenti sinusoidi le entrate ed uscite dal mondo della storia del ritmo e della tradizione musicale colta. Ma in questa opera di Mario Mariani l’attraversamento della terra di nessuno non è il credersi in nessun posto, in una sorta di squallido non luogo, soltanto stridente o soltanto ineludibile.  Qui c’è il fondo di sommersi e di salvati, come sempre, mugghiante dolentemente dall’apex mentis e da quell’insondabilmente profondo e piccolo castello “&#8230;in quoddam castellum&#8230;” ove si lotta tra la vita che si ingloria ed i lacerti di ciò che non perverrà mai alla Luce e che ci richiama, con la sua vorticosa corda aurea e con le sue scure e statiche declinazioni, alla nekuia, al viaggio dantesco ed al grund eckhartiano, atto assieme d’evidenza innegabile e di disgrazia inaggirabile e tuttavia di prodigo slancio apotropaico e d’incantevole affidamento, come c’è il richiamo, non fantasticazione psichica ma potente vocatio a futura ed immane memoria, dell’antiusura dei Cantos, come ancora prorompe improvvidamente sfacciata una corale splendente di sole e sferzante di mare, che procede dagli abissi gloriosi della nostra storia recente&#8230;  </p>
<p>Sottilità e potenze, sfere sonanti e voci dal fondo, avvolgimenti sferzanti e la magia dell’esempio e la corale guerriera&#8230;</p>
<p>In un foro disabitato, ove i fila discolora e le corde ruotanti avvolgono per sempre le anime grandi ed inquiete col loro sibilo e la potente magia della ruota che centra sempre più i destini e le sorti del sempre presente, siamo ancora chiamati a comizio, ancora ed ancora&#8230;</p>
<p>di Sandro Giovannini (Ottobre 2011)</p>
<p class="aligncenter"><strong>Intemporanea</strong>  di  <strong>Mario Mariani (2011)</strong><br />
<strong>Suite urfuturista per fiati, pianoforte e orchestra virtuale</strong><br />
(con citazioni da Ezra Pound, Francesco Balilla Pratella e Inno dei sommergibilisti)<br />
Mario Mariani &#8211;  pianoforte, oggetti, elaborazioni elettroacustiche<br />
Ivan Gambini – clarinetto, percussioni<br />
Barbara Piperno – flauti<br />
Niccolò Bolognese – tromba</p>
<p class="aligncenter">CD di musica contemporanea<br />
allegato al  “Libro-Manifesto”  di AA.VV.<br />
<strong>“Per una NUOVA OGGETTIVITA’, popolo, partecipazione, destino”</strong></p>
<p class="aligncenter"><strong>Heliopolis Edizioni</strong><br />
di ideee e materiali di scrittura</p>
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		<title>FANO &#8211; A silent christmas</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:55:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Titolo: A silent christmas Luogo: Sala Verdi &#8211;  Teatro della Fortuna &#8211; Fano Descrizione: Concerto per pianoforte e quattro film muti Ora inizio: 21:00 Data: 2011-12-19]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Titolo: </strong>A silent christmas<br />
<strong>Luogo: </strong>Sala Verdi &#8211;  Teatro della Fortuna &#8211; Fano<br />
<strong>Descrizione: </strong>Concerto per pianoforte e quattro film muti<br />
<strong>Ora inizio: </strong>21:00<br />
<strong>Data: </strong>2011-12-19</p>
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		<title>Eva e Adamo (2009) di Vittorio Moroni</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 14:44:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colonne Sonore]]></category>

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		<description><![CDATA[Tre donne diverse, distanti per età, estrazione sociale, cultura, lavoro e aspirazioni. Il trailer del film cita il titolo di un famoso racconto di Carver: “Di cosa parliamo quando parliamo d'amore”. Lo scrittore dalle atmosfere sospese in un quotidiano che si apre a sprazzi di consapevolezza sembra ispirare le storie raccontate dal film che mantiene un registro espressivo che pare mutuato da un suo racconto: essenziale, asciutto, appena ravvivato da qualche improvviso colpo di penna (macchina da presa) profondamente incisivo. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/eva-e-adamo.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/eva-e-adamo.jpg" alt="" title="eva e adamo" width="300" height="428" class="alignleft size-full wp-image-68" /></a>Tre donne diverse, distanti per età, estrazione sociale, cultura, lavoro e aspirazioni. Il trailer del film cita il titolo di un famoso racconto di Carver: “Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore”. Lo scrittore dalle atmosfere sospese in un quotidiano che si apre a sprazzi di consapevolezza sembra ispirare le storie raccontate dal film che mantiene un registro espressivo che pare mutuato da un suo racconto: essenziale, asciutto, appena ravvivato da qualche improvviso colpo di penna (macchina da presa) profondamente incisivo.<br />
Tre coppie anomale, fuori dagli schemi per necessità, destino, scelta. Erika è avanti con gli anni, vedova con figli già adulti. Scrive romanzi rosa e ha sposato un giovane uomo senegalese conosciuto in villeggiatura. Deborah è una giovane mamma che ha lavorato come pornostar in alcuni film. Il suo compagno è disoccupato e quando si sono conosciuti non sospettava nulla riguardo l&#8217;attività della moglie. Veronica è un&#8217;infermiera che ha sposato un uomo invalido, costretto sulla sedia a rotelle dalla sclerosi multipla. Tra interviste e spaccati di vita quotidiana le tre coppie si raccontano confrontandosi con i propri fantasmi, le reciproche incomprensioni ed i piccoli grandi problemi della vita.<br />
Il documentario di Vittorio Moroni racconta con tocco delicato le storie dei vari personaggi che si intersecano e alternano rivelandosi poco a poco. Lo sguardo del regista, discreto e qualche volta persino complice, mira a scandagliare le dinamiche di coppia, le ragioni dell&#8217;amore e le reciproche compensazioni di carenze esistenziali e affettive. La componente “sociale” del rapporto tra un “privato diverso” e l&#8217;opinione pubblica è presente ma sempre in secondo piano. Questa si rivela una scelta vincente: l&#8217;attenzione è concentrata all&#8217;interno per capire osservando, per raccontare la normalità di ciò che superficialmente ci sembra anomalo. Senza scadere nella retorica e con innocente curiosità il regista ci accompagna in un percorso di scoperta e comprensione di queste esistenze estranee.<br />
Le difficoltà che le coppie protagoniste del film devono affrontare sono tutto sommato comuni, normali, quasi banali; sono gli “interpreti” ad essere in qualche modo eccezionali. Eva e Adamo, Eva prima di Adamo perché la chiave di lettura è al femminile. Gli uomini sono comprimari di confronto, presenze necessarie, considerate e ascoltate ma molto meno interessanti. I racconti procedono in parallelo aggiungendo sequenza dopo sequenza informazioni importanti per comprendere le ragioni di ognuno. Un&#8217;anziana scrittrice è disposta a sacrificare quello che le resta da vivere per permettere al compagno di costruirsi una nuova vita in Senegal? Una giovane madre riuscirà a garantire alla propria bambina un futuro migliore? Un&#8217;infermiera, madre e moglie, manterrà l&#8217;equilibrio necessario di fronte alla prospettiva della morte di suo marito? Il finale lascia aperti degli interrogativi suggerendo che il filo rosso che lega e rende simili delle storie così diverse è il sacrificio. Sacrificio come ipotetico abbandono del proprio paese per la scrittrice Erika, sacrificio come scelta di vita per l&#8217;infermiera Veronica e probabilmente sacrificio dell&#8217;amore a favore del benessere della propria bambina per Deborah. Le vie dell&#8217;affetto sono imperscrutabili e se è impossibile capire come gli uomini possano combinarsi attraverso l&#8217;amore, almeno si può provare ad analizzare le dinamiche che regolano questo grande gioco: la ricerca di equilibrio e di quel poco di stabile serenità necessaria per tirare avanti.<br />
Erika, Deborah e Veronica chiudono Eva e Adamo dando l&#8217;impressione di essere in procinto di affrontare scelte decisive come i personaggi di American graffiti. Immaginando le loro vite nel futuro ci si augura che quella del film sia lunga e soddisfacente.</p>
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		<title>Mandala &#8211; Live performance per sabbia, pianoforte e schermo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 12:07:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Mario Mariani</strong> - pianoforte, oggetti
<strong>Massimo Ottoni</strong> - disegni e animazioni su sabbia, azioni  materiche
Mandala si riferisce all’antichissima tradizione orientale di  creare un disegno simbolico ispirato alla genesi del Cosmo e che verrà infine cancellato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/embed/4orM6TviI2I" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p><strong>Mario Mariani</strong> &#8211; pianoforte, oggetti<br />
<strong>Massimo Ottoni</strong> &#8211; disegni e animazioni su sabbia, azioni  materiche<br />
Mandala si riferisce all’antichissima tradizione orientale di  creare un disegno simbolico ispirato alla genesi del Cosmo e che verrà infine cancellato.<br />
La sabbia è la materia che Ottoni usa principalmente con una tecnica singolare, mentre Mariani usa il pianoforte a coda come se fosse una moltitudine di strumenti, interagendo con oggetti vari al suo interno, là dove il suono prende vita. Ispirato al fluire, al divenire e al “ritornare” <strong>Mandala</strong> è un viaggio immaginifico nel quale i due artisti, danno avvio a una composizione estemporanea, in forma di concerto happening, prodotta dalla sinergia di note e immagini.</p>
<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/mandala.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/mandala-300x138.jpg" alt="" title="mandala" width="200" height="100" class="alignleft size-medium wp-image-117" /></a></p>
<p>Scarica il pdf: <a href='http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/Mandala-brochure-IT.pdf' target='_blank'>Mandala &#8211; brochure IT</a></p>
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		<title>Il Colombre</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:10:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Catalogo]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Per orchestra scolastica</strong>
<strong>Organico:</strong> flauto, clarinetto in SIb, chitarra, tam-tam, wood-block, cassa, 2 timpani, pianoforte a 4 mani, sintetizzatore]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Per orchestra scolastica</strong><br />
<strong>Organico:</strong> flauto, clarinetto in SIb, chitarra, tam-tam, wood-block, cassa, 2 timpani, pianoforte a 4 mani, sintetizzatore<br />
<strong>Data composizione:</strong> 2005<br />
<strong>Durata:</strong> 4’30<br />
<strong>Note dell&#8217;opera:</strong> Opera commissionata da Musicamorfosi, progetto &#8220;Musicisti di scuola&#8221;<br />
<strong>Data prima esecuzione:</strong>	 20 Maggio 2005<br />
<strong>Luogo prima esecuzione:</strong> Milano, Teatro Smeraldo<br />
<strong>Ente organizzatore:</strong> Musicamorfosi<br />
<strong>Esecutori:</strong> Scuola media ad indirizzo musicale Calasanzio, Dir. Marina Vaccarini </p>
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		<title>Action Music Action Painting</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 09:15:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Progetti]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pianoforte e una serie di lunghe tele bianche che, ad una ad una, si svolgono sulla scena. In simultanea due artisti: un musicista compositore, <strong>Mario Mariani</strong>, e un artista visivo, <strong>Giuliano Del Sorbo</strong>, danno avvio a una composizione stemporanea, in forma di concerto happening, prodotta dalla sinergia di note e immagini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="YouTube video player" class="youtube-player" type="text/html" width="430" height="270" src="http://www.youtube.com/embed/tyHu66z_G8Y" frameborder="0" allowFullScreen="true"> </iframe></p>
<p>Un pianoforte e una serie di lunghe tele bianche che, ad una ad una, si svolgono sulla scena. In simultanea due artisti: un musicista compositore, <strong>Mario Mariani</strong>, e un artista visivo, <strong>Giuliano Del Sorbo</strong>, danno avvio a una composizione stemporanea, in forma di concerto happening, prodotta dalla sinergia di note e immagini.<br />
Musica fatta di suoni ideali su un pianoforte “preparato” e grandi figure umane dipinte con rapidissimi segni. Un’opera musicale e pittorica in cui il flusso compositivo viene influenzato, nel corso della performance, dagli apporti personali dei due protagonisti. Non si tratta di musica che fa da sottofondo alle immagini, o di immagini che si fanno interpreti di una composizione musicale. E’ piuttosto una vera e propria opera corale, sonora e visiva, che per la sua peculiarità improvvisativa si configura, in relazione ai diversi luoghi, come evento unico e irripetibile.</p>
<p>Scarica il pdf: <a href='http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/AMAP-brochure-IT.pdf' target="_blank">AMAP brochure IT</a></p>
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		</item>
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		<title>Le ferie di Licu (2007) di Vittorio Moroni</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 11:45:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colonne Sonore]]></category>

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		<description><![CDATA[Licu è un immigrato regolare del Bangladesh che lavora nella Capitale: nonostante i duri orari di lavoro, non si lamenta e vive da "romano", tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il migliore italiano possibile. D'un tratto però, si trova a dover tornare in Patria per celebrare un matrimonio "combinato", usanza tipica e radicata nella cultura e nelle tradizioni del suo paese natale…]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/LE-FERIE-DI-LICU_locandina5.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/LE-FERIE-DI-LICU_locandina5.jpg" alt="" title="LE-FERIE-DI-LICU_locandina"  width="170" height="242"  class="alignleft size-full wp-image-160" /></a>Licu è un immigrato regolare del Bangladesh che lavora nella Capitale: nonostante i duri orari di lavoro, non si lamenta e vive da &#8220;romano&#8221;, tifando la squadra di Totti e sforzandosi di parlare il migliore italiano possibile. D&#8217;un tratto però, si trova a dover tornare in Patria per celebrare un matrimonio &#8220;combinato&#8221;, usanza tipica e radicata nella cultura e nelle tradizioni del suo paese natale…<br />
Il mese di ferie (non pagate) cui si riferisce il titolo è il periodo che serve a Licu per tornare in un Bangladesh devastato dalle alluvioni, e conoscere e sposare Fancy, ragazza a lui del tutto sconosciuta, scelta dalla famiglia per essere la sua promessa sposa.<br />
Più documentario che film, visto che tutto quello che vediamo scorrere sullo schermo è vera vita vissuta dai protagonisti, Le ferie di Licu è un valido strumento per permettere di analizzare, studiare e capire (forse) meglio il fenomeno dell&#8217;immigrazione e le problematiche che vi sono sottese. Licu è un immigrato senza particolari problemi: curioso, volenteroso, pronto a fare sacrifici: nonostante la sua tensione verso la completa integrazione però, non rinuncia alle tradizioni del suo paese natale che, anzi vive, in modo entusiasta.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Utopiano (2011)</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 15:21:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riferendomi al concetto di “Utopia” come “non luogo” o “luogo ideale”, ho inteso “Utopiano” come la ricerca di un “suono ideale”, un segno sonoro che comprenda in sé l’idea di altri segni: il segno teatrale e il suo movimento; il segno “cinematografico” nella sua evocazione immaginifica e il “segno senza segno”, astratta profondità di un’espressione metaverbale come la musica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/04-Utopiano1.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/04-Utopiano1-300x300.jpg" alt="" title="04-Utopiano" width="300" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-90" /></a>Riferendomi al concetto di “Utopia” come “non luogo” o “luogo ideale”, ho inteso “Utopiano” come la ricerca di un “suono ideale”, un segno sonoro che comprenda in sé l’idea di altri segni: il segno teatrale e il suo movimento; il segno “cinematografico” nella sua evocazione immaginifica e il “segno senza segno”, astratta profondità di un’espressione metaverbale come la musica.<br />
“Utopiano” è anche una dichiarazione di intenti, tra cui il riappropriarsi del carattere celebrativo (ed evocativo) della musica, riunendo nella performance le figure (un tempo coincidenti) del compositore, improvvisatore ed interprete. Le differenti sonorità ottenute in questa selezione di brani offrono un’ampia tavolozza sonora ottenuta con l’introduzione di oggetti percussivi o risuonanti di varia natura all’interno del “corpo sonoro del pianoforte”, dirigendosi idealmente verso la fonte di tale risonanza, senza la mediazione dell’apparato tastiera (riconducibile alla “mente razionale”), in una “tensione verso l’origine”.<br />
Ciò mi ha portato, laddove si ponesse una scelta, a optare sempre per l’immediatezza dell’idea musicale, più che la sua perfettibilità tecnica. Per sua natura, per il porsi “all’ascolto”, condizione fondamentale nel processo artistico, questo viaggio immateriale è dedicato a “chi ascolta”. </p>
<p>Mario Mariani: pianoforte, clavietta, kazoo, oggetti.<br />
Musiche composte, improvvisate e trance-scritte da Mario Mariani.</p>
<p>In copertina “Bitume Sonata” di Giuliano Del Sorbo (2008)</p>
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		<title>Sotto il mio giardino (2007) di Andrea Lodovichetti</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 14:04:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mariani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Colonne Sonore]]></category>

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		<description><![CDATA[Due anni di successi ininterrotti: il cortometraggio di Lodovichetti, in due anni (2007-2009) è stato selezionato e premiato in tutto il mondo, dalla Cina alla California, dalle Isole Canarie all’India, dal New Jersey all’Estonia.
Le musiche di Mario Mariani hanno vinto il premio Novaracinefestival 2008.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/sotto-il-mio-giardino.jpg"><img src="http://www.mariomariani.com/wp-content/uploads/sotto-il-mio-giardino-210x300.jpg" alt="" title="sotto-il-mio-giardino" width="210" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-215" /></a>Due anni di successi ininterrotti: il cortometraggio di Lodovichetti, in due anni (2007-2009) è stato selezionato e premiato in tutto il mondo, dalla Cina alla California, dalle Isole Canarie all’India, dal New Jersey all’Estonia.<br />
Le musiche di Mario Mariani hanno vinto il premio Novaracinefestival 2008.</p>
<p>Liberamente tratto dal racconto dello scrittore fiorentino Roberto Santini Nero come le formiche, Sotto il mio giardino è il cortometraggio, prodotto dal Centro Sperimentale di Cinematografia, con cui il regista Andrea Lodovichetti e altri capi reparto hanno concluso il triennio didattico alla Scuola Nazionale di Cinema.<br />
Scritto dallo stesso Lodovichetti con Luca Caprara, uscito nel giugno del 2007, e vincitore di numerosi premi tra cui, il premio del pubblico al Beijing Film Academy International Film Festival di Pechino, il primo premio “rivelazione internazionale” al Rhode Island International Film Festival, la menzione “selected work” al JVC International Film Festival di Tokyo, il primo premio miglior cortometraggio internazionale al Garden State International Film Festival nel New Jersey e al Seattle True Independent International Film Festival e il “Silver Award” al Las Vegas International Film Festival, questo breve film, girato nella periferia di Roma e di ambientazione gialla, ha per protagonisti due bambini.<br />
Sotto il mio giardino narra infatti la storia di Marco, interpretato da uno stupefacente Stefano Bottone, bimbo vispo e appassionato di insetti e formiche che, notando la comparsa di un grosso formicaio nel suo giardino, si convince che il vicino di casa abbia ucciso la moglie e l&#8217;abbia seppellita nella sua proprietà.<br />
Inizierà quindi una vera e propria indagine, confidandosi con Sara, i cui panni sono vestiti dalla coetanea Alessandra Pellegrino, che però sembrerà non credergli.<br />
Ma Marco non si darà per vinto e continuerà ad indagare.<br />
Il finale non sarà però quello che ci si potrebbe aspettare e le conclusioni a cui giungeranno le forze dell&#8217;ordine con l&#8217;aiuto di Marco colpiranno e spiazzeranno gli spettatori.<br />
Per quanto riguarda la parte più propriamente tecnica quest&#8217;opera colpisce per numerosi aspetti.<br />
Nonostante i giovani protagonisti all&#8217;epoca delle riprese avessero entrambe otto anni, si muovono come attori professionisti agli ordini di un cast tecnico molto affiatato e compatto.<br />
La recitazione dei due bambini non è mai sopra le righe e sono del tutto assenti quelle ingenuità che ci si potrebbe aspettare da due giovanissimi attori senza nessuna esperienza di set cinematografici.<br />
Assume poi grande spessore e significato, che si esemplifica nella frase clou del cortometraggio “…puoi fregare tutti, puoi fregare i vicini, puoi fregare la polizia… ma le formiche non le puoi fregare!”, una colonia di formiche, che viene ripresa sotto varie angolature e mostrata nei momenti chiave del film.<br />
Un altro punto a favore di quest&#8217;opera è la musica, composta del pianista pesarese Mario Mariani, estremamente avvincente ed adatta a commentare la trama filmica, che non permetterà allo spettatore di staccarsi dallo schermo fino alla parola fine.<br />
Un&#8217;ultima curiosità da sottolineare è che il film si è imposto anche al Babelgum Film Festival patrocinato da Spike Lee, dove Lodovichetti ha vinto su 1200 concorrenti provenienti da tutto il mondo il “Looking for a Genius Award”, consegnato dallo stesso Spike Lee al regista durante la cerimonia di premiazione avvenuta a Cannes, durante il Festival del Cinema, nel maggio del 2008.</p>
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