
Riferendomi al concetto di “Utopia”, comunemente inteso come “non-luogo” o “luogo ideale”, intendo “Utopiano” come la ricerca del “suono ideale”, “segno musicale” che sia in grado di abbracciare l’idea di altri “segni”: quello teatrale e il suo movimento; quello cinematografico nella sua evocazione di immagini e il “segno senza segno”, profondità astratta di un’espressione metaverbale quale è la musica.
“Utopiano” è anche una dichiarazione di intenti, fra cui la “riappropriazione” del carattere celebrativo della musica, riunendo nel musicista le figure (un tempo coincidenti) del compositore, improvvisatore ed esecutore.
Le diverse trame sonore sono qui ottenute con numerosi oggetti e strumenti percussivi e risonanti collocati o suonati all’interno del pianoforte, simbolicamente in una tensione verso l’origine del suono senza la mediazione della tastiera (qui intesa come “apparato mentale”).
Per la sua natura interiore, per essere ascolto, condizione fondamentale del processo artistico, questo viaggio immateriale è dedicato a “colui che ascolta…”
- bausch (5’39)
- variazioni sulle previsioni del tempo (4’48)
- notturno rumeno (5’41)
- cagliostro (5’23)
- bitume sonata (13’39)
- piano, raga (9’24)
- nidra (7’22)
Mario Mariani: pianoforte, oggetti
Etichetta: Vivi Records
Distribuito da: Self