- Organico: Orchestra d’archi 8-6-4-4-3; 2 oboi e 2 corni posizionati a 30 m di distanza
- Data di uscita: 2006
- Durata: 13’23 min
- Prima: 20 aprile 2006 Basilica della Santa Casa – Loreto, Italia
- Commissionato da Festival Virgo Lauretana
- Esecutori: Orchestra Filarmonica Marchigiana. Direttore Michele Mariotti
Note del compositore: Passio, Mors et Resurrectio. L’intento compositivo di LUZ nasce dalla deriva della rappresentazione di un simbolo la cui analogia è stata ricercata attraverso il suono dell’orchestra.
Il titolo stesso è espressione della forza di quel simbolo e della sua manifestazione: LUZ è la città sacra dove Giacobbe, nei suoi sogni, ebbe la visione della “Casa di Dio” (Beith-El in ebraico, come verrà chiamata la città) e delle schiere angeliche che la circondano.
In ebraico LUZ è il mandorlo, inteso simbolicamente come espressione dell’essere interiore e dell’inattaccabilità, e come tale, secondo René Guenon, paragonato alla Vergine.
LUZ per orchestra è divisa in tre parti. Il tema musicale si basa su tre note: Sib, Lab e Solb. Sono presenti tre diversi “livelli sonori”: la fila inferiore, quella dal corpo “tellurico”, espressa attraverso contrabbassi e violoncelli; la fila centrale, quella del mondo e dell’anima, in costante erranza alla ricerca di un’armonia e di un unisono quasi raggiunto più volte, espressa attraverso viole e violini; infine, lo Spirito, espresso attraverso oboi e corni che nella fissità, su un altro livello (estendendo fisicamente la posizione), esprimono l’Assoluto.
Il percorso si conclude con la “rinascita”, abbandonando l’Ego, il proprio strumento, nello splendore della Luce rivelata (in questo momento i musicisti appoggiano gli strumenti sulle ginocchia e iniziano a cantare).